MARCELLA ROSSI SPADEA

Era il 1985 e l'Ascoli Calcio 1898 veleggiava felice nel mare della serie A. Ne era presidente Costantino Rozzi (tale all'anagrafe, ma per gli ascolani: Custantì). Mi fu proposto di scrivere la biografia del "Presidentissimo" per la Società Stampa Sportiva di Roma. Accettai, credendo di fare una passeggiata in pianura; si trattò, invece, di scalare una montagna senza ramponi e piccozza dati l'immenso serbatoio caratteriale e il vulcanico modo di vivere di Rozzi che dovetti affrontare. Quando lo contattai, la sua immediata risposta fu: "Un libro su di me? E a chi può interessare?"

Il che, la dice già lunga sul contrasto tra il suo apparire e la sua vera identità. Sì, Rozzi era fondamentalmente una persona riservata. La conferma? Fu quando Aldo Biscardi ci chiamò entrambi (luglio 1986: Argentina-Germania, finale dei Mondiali di Calcio) al "Processo del Lunedì" per la presentazione del libro. Rozzi era di casa in quella trasmissione, faceva realizzare ascolti da record con il suo modo di presentarsi e di argomentare (il furbo Aldo ben lo sapeva), era sempre felice di parteciparvi, ma quella volta si sottrasse: "Vai da sola – mi disse – perché non posso venire a fare la reclame di me stesso". Fu però lietissimo quando, successivamente, la biografia vinse un premio letterario nazionale.

"Costantino Rozzi – Tutto quello che ancora non ha detto" (titolo suggeritomi da mio figlio) al primo apparire in libreria lasciò qualcuno scettico: che avrà ancora da dire uno che parla in continuazione tanto da farci scrivere un libro? Il fatto è che un conto è parlare di una disciplina sportiva, altro scavarsi nelle proprie pieghe psicologiche, nella vita privata, nei sentimenti quando si è incalzati da un'ostinata giornalista. Ho faticato, ma mi sono anche divertita in quella serie lunghissima di mattinate domenicali trascorse a casa sua per registrare le interviste.

Ci fu un risvolto apparentemente allegro che a un certo momento, invece, cominciò a pesarmi. Durante quelle frequentazioni, l'Ascoli andava benone e Rozzi si era messo in testa che fossi io a portare fortuna alla squadra; se per caso qualche domenica il nostro incontro saltava, alle dieci in punto, vero orologio svizzero, mi telefonava.

E non bastava; quando l'Ascoli giocava in casa, io, abituata alla curva, mi ritrovavo in tribuna d'onore perché,su suo incarico, il vice presidente dell'Ascoli Calcio, il dott. Iachino Pallotta, veniva a prelevarmi a casa con tanto di macchina. Che pacchia, dirà qualcuno, ma gli assicuro di no perché , alla fine, mi sentivo caricata di una responsabilità di cui avrei fatto volentieri a meno tanto più che effettivamente, le cose andavano proprio così, come diceva lui: se ci si vedeva, almeno un pareggio ci scappava; altrimenti... Ovviamente, si trattava di pura combinazione ma vai a farlo capire a un incallito scaramantico! Rozzi, infatti, pur nella pragmaticità dimostrata in ogni settore in cui si è imbarcato, aveva cento piccole manie a cui voleva ottemperare a puro scopo apotropaico: nelle positività che nelle negatività (un capitolo del libro è proprio dedicato ai suoi sistemi scaramantici).

Ciò che Custantì ha fatto, detto, organizzato, realizzato (e anche non realizzato benché da lui sognato) con intraprendenza e forza d'animo dimostrano tenacia e un'eccezionale lungimiranza. Mi confidò: "Certe mattine, non mi alzerei dal letto neppure se fosse il Padre Eterno a porgermi i vestiti; poi, arriva una notizia non buona ma meno cattiva di quanto mi aspettassi e allora mi ringalluzzisco tutto". Un ottimista con i piedi calzati di cautela. Un uomo naturalmente carismatico che solo un po' calcava i propri atteggiamenti pilotandoli per accrescere il successo, ma fondamentalmente dotato di semplicità istintiva e coinvolgente. Nella conduzione di suoi interessi non sarà stato esente da qualche furberia ma, di certo, la coperta troppo corta non l'accettava: ne allungava l'ordito, ne allargava la trama, ma copriva sempre tutti. Gli oltre mille dipendenti delle sue varie aziende l'hanno visto maestro severissimo, ma anche padre affettuosissimo.

La prova? Mai uno sciopero nell'"impero" di Rozzi ( e sì che ne ricorrevano a quei tempi!). Ha cavalcato il successo, in Italia come all'estero però con i piedi sempre a terra. Nato e cresciuto in provincia, è rimasto intriso di dignitosa provincialità nonostante le conoscenze altolocate che entrarono nella sua vita; un ragazzo cresciuto da mamma Lucia e papà Guido con sani principii e con questi rimasti per tutta la sua esistenza, insieme al fratello Elio; principii irrobustiti poi dalla moglie Franca che Rozzi ha davvero adorato. Lo rivedo, la domenica mattina, mentre risponde alle mie domande e blocca la moglie che sta per apparecchiare la tavola per il pranzo: "Fermati, Frà, faccio io".

La loro, era una villetta situata, sì, nel cosiddetto "Villaggio Rozzi", ma, se vogliamo, di mediocre profilo architettonico. Però, abitata con Franca e i quattro figli, era il suo irrinunciabile rifugio. Il 25° anniversario di matrimonio fu festeggiato lì, con una banale torta fatta in casa come testimonia una delle tante foto del libro. Altra cosa erano le dimore di rappresentanza. "E come potevo ricevere certi personaggi in questa casa mia? Sono stato costretto a comprare una dimora lussuosa" sottolineava quasi scusandosi di tanto sfarzo.

Costantino Rozzi, che ha fatto volare nel mondo la città di Ascoli Piceno oltreché l'Ascoli Calcio, se ne è andato dalla vita, che tanto amava, a soli 65 anni di età.

BATTISTA FARAOTTI

Costantino Rozzi è stato un uomo ed imprenditore che amava la sua gente e la sua città. Era orgoglioso di essere ascolano ed era innamorato di questo territorio. Lavorava con passione e sacrificio creando occupazione e contribuendo a sviluppare un'economia.

Oggi i tempi sono cambiati sia nel lavoro che nel calcio, proprio come, da buon imprenditore, aveva previsto ed anche per lui sarebbe stato molto difficile ma sicuramente non impossibile perché persone speciali come Rozzi sanno sempre come "portare a casa il risultato". Da sempre girando l'Italia per lavoro la mia città, Ascoli, è conosciuta per le olive e per il Presidente Rozzi che con la sua simpatia, la sua schiettezza e la sua tenacia è diventato il migliore testimonial del nostro territorio e di noi ascolani.

EMANUELE NARDI

Mi è molto difficile pensare che è mancato da così tanto tempo, anche perché il Suo ricordo mi ha accompagnato costantemente in tutti questi anni. Non puoi immaginare quante volte è apparso nei miei sogni più felici e quante volte, soprattutto negli stadi di tutto il mondo, delle battute o delle circostanze me lo hanno riportato prepotentemente alla memoria. I venti, intensissimi anni di amicizia che ho vissuto con Lui sono quotidianamente presenti nella mia vita e mi accompagneranno per sempre.

La sua incredibile forza ed umanità sono ben impresse nella memoria di chi, come me, ha avuto il privilegio di percorrere un lungo tratto di vita con una persona realmente straordinaria. Sono molto dispiaciuto di non poter essere presente alla commemorazione, ma sai bene che sono fraternamente vicino a Franca, a te e a tutta la famiglia nel ricordo dell'unico, grande COSTANTINO.

MIMI GASPARI

PINO CIABATTONI

Voi sapete che, prima di essere Presidente dell'Ascoli, io sono un ascolano, e fare qualcosa per la nostra città è qualcosa che mi dà fascino e mi dà veramente tanta gioia.

Costantino Rozzi